Vito Accettura yoga - studi, laboratorio - lodi

IL CONTENUTO DI ASANA

Approccio alla condizione di integrazione attraverso Asana 

In questo lasso di tempo vi ho proposto on line alcune pratiche “fisiche” (sequenze, saluto al sole ecc) ed alcune pratiche “mentali” proponendo vari tipi di Meditazione.

Le sequenze, quanto le posizioni singole, fanno affidamento su Asana (posa, posizione, postura).

Credo sia per voi interessante avviare una riflessione su questo aspetto.

Il vocabolario propone i termini “corpo” e “mente” distinguendoli come diversi e separati.

Questo corrisponde a ovvie prerogative a cui non ci possiamo sottrarre se vogliamo sviluppare un linguaggio con riferimenti precisi.

Nella realtà non lessica o grammaticale però, come avete imparato ad apprendere seguendo lo Yoga, questa divisione non esiste.

CORPO E MENTE SONO INTIMAMENTE UNITI IN UNA RELAZIONE DI INTERSCAMBIO. 

Nello Yoga abbiamo uno strumento molto interessante che utilizziamo costantemente per sostenere questa integrazione: il suo nome è ASANA.

Con il supporto di Asana ci poniamo nella condizione di abitare ed osservare il continuo flusso di informazioni che dal corpo vanno alla mente, offrendo delle sensazioni, e dalla mente arrivano al corpo, organizzandone le risposte nervose.

Incantarsi nell’osservazione di questo flusso significa “essere in Asana”.

Se notate ho detto “essere in Asana” e non “fare Asana”.

Quando comprendiamo questa differenza, quando siamo in grado di donarci all’osservazione del fluire delle informazioni, allora il proprio modo di praticare si trasforma totalmente perché realizziamo che Asana non è il fine della nostra azione ma il mezzo per ritrovarci e riconoscerci all’interno di quel flusso costante.

L’intrecciarsi di più asana che si collegano tra di loro divengono a loro volta sequenza, processo.

Nella sequenza è possibile dimorare in questo flusso d’ascolto e osservazione malgrado i punti di riferimento si modificano con l’alternarsi delle diverse Asana.

Comprendere il reale scopo di Asana, su cui possiamo fondare la propria esperienza, permette di attuare uno "sguardo" particolare che non risente dei soliti modelli, delle abitudini, dall’educazione o dai condizionamenti sociali nei quali normalmente ci riconosciamo.

Quando siamo nell’osservazione di quel flusso riconosciamo realmente come funzioniamo e ci sorprendiamo in una dimensione libera in cui colui che osserva e ciò che è osservato si ritrovano come unità (Yoga).

Patanjali, nei suoi Yoga Sutra definisce le qualità di Asana con il famoso invito ai praticanti “Sthira Sukham Asanam” ovvero “stabilità libera da tensioni”. Perché ci dà questa indicazione?

Perché solo a queste condizioni saremo capaci di entrare in quel flusso appena citato, altrimenti:

-       Se non siamo stabili allora stiamo lottando con il corpo, forzando e volendo ottenere una forma del corpo già “pre-vista” (quindi non filtrata dal nostro sentire) … siamo sbilanciati sull’aspetto fisico.

-       Se non siamo liberi da tensioni, la mente è  “increspata” continuando a riproporre gli stessi modelli, quelli dai quali desideriamo prendere distanza… siamo sbilanciati sull’aspetto mentale. 

In buona sostanza può capitare che durante la pratica o stiamo lottando con il corpo, o siamo prigionieri della mente.

E' in atto un linguaggio di sottofondo ma non riusciamo ancora ad entrare nelle dinamiche che sottendendono a questo funzionamento.

Questo accade perchè ci lasciamo sfuggire il dialogo interiore tra le varie parti (il flusso), siamo distratti dal risultato.  

Abbiamo ancora a che fare con la superficie (... o forse anche lontani da questa)... non impariamo nulla, copiamo forme e siamo ancora attori di vecchi schemi.

La reale qualità di Asana non attiene solo alla forma, per altro importante in funzione di una riconfigurazione sensoriale, motoria, percettiva.
Il contenuto più essenziale, il messaggio di Asana, è il saper riconoscere questi meccanismi fino ad osservare che essi si possono appacificaficare, prima, ed equilibrare poi, trasformandosi in Armonia.

Conclusione 

Per arricchire questa riflessione, che mi auguro abbia suscitato in voi nuovi stimoli di ricerca, restando nell'ambito degli aspetti che attengono il corpo e la mente, condivido con voi un breve video del Dalai Lama in cui egli ci parla dell’importanza di addestrare la mente e nel contempo sviluppare una corretta attività fisica.

In Asana troviamo tutto questo quando intuiamo il significato più profondo del suo contenuto. 

 

PER GUARDARE IL VIDEO SOTTOTITOLATO CLICCA QUI

 

Con il mio migliore saluto a tutti. Vito 
 

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Insegnamento dello Yoga, attività professionale disciplinata ai sensi della Legge 14/01/2013 n.4 (G.U. n.22 del 26/01/2013)